Ischia vista e raccontata da Ischitani

Calling all Angels – Ischia Fotografia – Arte

 

Foto di Simone De Sanctis

Ciao Gianni le foto sono nell’ordine del racconto, l’idea è nata da Emanuela Migliaccio, che ringrazio tantissimo, io l’ho sviluppata fotograficamente, foto come queste già lo so o si amano o si odiano, il messaggio c’è dipende da cosa abbiamo dentro, quello ci comunicano.
Ritengo superfluo inserire i dati di scatto perchè non è la tecnica che conta in racconti del genere, ti dico però che linee cadenti, contrasti marcati e alcuni neri chiusi sono voluti ai fini della “narrazione”. Le sottopongo a tutti per avere i vostri pareri ci tengo molto, grazie a tutti . Ti allego anche il testo della canzone di Lenny Kravitz a cui ci siamo ispirati

” calling all angels ” che poi è anche il titolo della serie

Calling all angels
I need you near to the ground
I miss you dearly
Can you hear me on your cloud?

All of my life
I’ve been waiting for someone to love
All of my life
I’ve been waiting for something to love

Calling all angels
I need you near to the ground
I have been kneeling
And praying to hear a sound

All of my life
I’ve been waiting for someone to love
All of my life
I’ve been waiting for something to love

Day by day
Through the years
Make my way

Lenny Kravitz

grazie Gianni
Simone

Calling all Angels – Fotogallery di Simone De Sanctis

 

 

 

10 Commenti
  1. ciao Paola grazie per la dettagliata critica e analisi, come ho scritto nella presentazione a seconda di quello che uno ha dentro quello le foto trasmettono, sicuramente l’atmosfera è cupa, alcuni hanno visto l’angelo ma molti altri come te del resto hanno visto l’anima che vaga, giustificata questa tesi dall’ultima foto dove l’anima sale le scale e trova una sorta di “liberazione”. del resto la fotografia è emozione soggettiva e non assoluta tira fuori da ognuno quello che ha dentro. per quanto riguarda questo racconto per me l’importante è che emozioni, come credo dalle tue palore abbia fatto con te.
    per quanto riguarda me questo progetto nato da un’idea di emanuela che ha anche curato il vestito, mi ha dato una gran voglia di raccontare altre storie in foto( visto che con la penna non sono mai stato buono neanche al liceo).
    grazie ancora Paola per l’analisi che mi dimostra che le hai guardate attentamente tutte :D.

  2. Calling all angels
    I need you near to the ground
    I miss you dearly
    Can you hear me on your cloud?

    All of my life
    I’ve been waiting for someone to love
    All of my life
    I’ve been waiting for something to love ….

    Ok! L’adesione al testo c’è. La fotografia c’è, e questo fotografi più esperti di me lo possono dire e confermare. L’idea è originalissima.

    Solo… una mia impressione: appena ho visto le foto mi sono irrigidita. Sono lugubri, ho pensato! Se togliamo la musica da un sottofondo ipotetico e virtuale, se escludiamo il senso del testo e la sua struggente melodia, resta la fotografia nuda e cruda, o meglio il senso della fotografia nudo e crudo. Su questo, credo, bisogna lavorare. Tornare a rimaneggiare, almeno idealmente per dare forza e coesione alla composizione. Solo se ogni singola foto, e poi tutte insieme nel collage, vivono di vita propria (e scusate il doppio gioco parlando di soprannaturale), SOLO allora, reinserito il blocco nel suo contesto originario, il tutto diventa davvero splendido.
    Quello che intendo dire è che la donna che si aggira per le lapidi sembra più un’anima in pena su questa terra che un angelo. Sembra, nella luce gotica che la illumina, un’anima persa che sta cercando qualcosa o qualcuno. È questo è lugubre. Prendiamo ad esempio le foto numero 7,17,18,19. Stretta fra quel muro, più che una creatura del conforto e dell’aiuto celeste, la figura sembra imprigionata in un mondo che non riconosce più come suo. L’ultraterreno risalta in tutto il suo preoccupante mistero, risultando più una minaccia che altro, se andiamo a guardare la foto di lei inginocchiata nella cappella su quella che sembra una tomba aperta (foto 19)! L’emblematica figura sembra sia uscita di lì per una sorta di irrequietezza, di desiderio di cose da portare a compimento.
    E questo risulta lugubre. (Mi vengono in mente le pur splendide sequenze del “Il Corvo”, film del 1994 diretto da Alex Proyas, con Brandon Lee..

    Molto meglio le altre foto. La 6,9,15 sono di chiaro spunto Kravitziano. Va bene così.

    Bellissima la foto numero 10. C’è aria, movimento. Guardandola non si avverte quel senso di soffocamento, paura. Quel restare intrappolati tra il mondo terreno e la di là…

    Ora, però. mi sembrava che il senso della composizione fosse più che altro la consolazione dell’esistenza degli angeli che i tetri interrogativi sulla vita e sulla morte. Allora, forse, di questa presenza angelica bisogna forzare la mano e… l’obiettivo del fotografo.

    Perchè non far indossare alla modella un tulle completamente bianco, invece del tetro nero? Per esempio? E ancora: se scegliessimo una modella con un taglio di capelli corto, longilinea al limite della magrezza, che indossi un completo (bianco) di giacca e pantaloni. Rigorosamente di taglio maschile? Questo sarebbe un primo passo.
    In seguito aggiungerei agli espedienti puramente stilistici ed estetici un gioco di luci particolare. Il fotografo potrebbe giocare ora con una sovraesposizione ora con una sottoesposizione per rendere il concetto dell’angelico, in modo inequivocabile, anche nel senso fotografico. Come se la figura della modella, letteralmente, balzasse fuori da una nuvola di luce!!!

    Un abbraccio a tutti.
    Chiedo scusa per la lungaggine. È solo una mia idea che nulla toglie alla vostra bravura!

    Paola Casulli

  3. perfetto gianni grazie 😀

  4. Ecco fatto!
    Simone Grazie per l’input, la tua segnalazione mi ha permesso di capire un aspetto importante per l’editing sule gallery 🙂

    spero che la serie fotografica sia nel giusto ordine.
    Ti chiedo la cortesia di controllare e di comunicarmi l’esito

    Tks 😉

  5. Bravi ragazzi, complimenti. Toccante ed intensa serie. Dice davvero tanto !!!

  6. allora se è un problema lascia stà per questo ho chiesto 😀

  7. @ Simone chiedilo a wordpress 🙂 quando ritorno controllo , ora non so dirti. Non sono elencate da me mi limito a scaricarle, è wordpress che crea il collocamento e la posizione 😉

    @ Emanuela concordo, alcune volte un Angelo davvero ci ha messo la mano 🙂 esistono !!!

    Complimenti Ragazzi
    Una serie intensa e di alta suggestione.

  8. x Gianni ma non si possono pubblicare nell’ordine in cui le ho nominate e te le ho mandate? hanno un filo conduttore per questo le avevo numerate così
    tnx simone

  9. un angelo è un essere spirituale che assiste e serve Dio è al servizio dell’uomo lungo il percorso del suo progresso spirituale e la sua esistenza terrena…..
    un racconto emozionante……

Rispondi

Log in with Facebook




Forgot?
Registrati

My work Restaurant Alberto

Archivi

Iscriviti con mail

Newsletter

Facebook login by WP-FB-AutoConnect
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: