Ischia vista e raccontata da Ischitani

Ischia Poesie: “Pithekoussai, canti di un’isola”, di Paola Casulli

di Paola Casulli

Gianni Mattera Come non posso segnalare sul nostro blog, una visione della nostra Ischia così sentita e passionale. Penso che l’emozione e l’attrazione di Paola allontanatasi da bambina da Ischia, sia molto più forte e sentita di noi che ci viviamo. Presi dalle azioni e pensieri quotidiani, automatismi inevitabili della nostra mente, che non ci permettono di vedere e sentire quello che invece una persona forzatamente distaccata dal suo Amore può.

Ischia 27 Agosto 2011

 

“Pithekoussai, canti di un’isola”

di Paola Casulli, edito dalla Kairos, è una silloge poetica del luogo d’infanzia e dunque della memoria. Una terra che è stata per necessità abbandonata da bambina, viene intenzionalmente e tenacemente riscoperta nell’età adulta alla ricerca del proprio luogo di origine. Un limite, dunque, che diventa risorsa nel momento in cui lo spirito si risolve a trasfigurare il luogo ritrovato in canto nostalgico. Come in Cesare Pavese nella Casulli l’esistenza esuberante e piena di colori dell’isola e del mondo sia contadino sia marinaro, diviene rifugio in una natura amica , potenza generatrice, abbandono all’evasione e alla scrittura.

E in questo stato di gratitudine antica per la felicità e l’innocenza recuperati dal maelstrom vertiginoso della vita moderna che Paola Casulli riscrive la mappa della sua origine ma anche della sua meta. Acmeone, discepolo pitagorico, disse che l’uomo sarebbe immortale se riuscisse a

ricongiungere l’inizio e la fine: in Pithekoussai, di Paola Casulli, non si corre questo pericolo, al contrario i due poli non si ricongiungono mai in un divenire magmatico e creativo.

 

Paola Casulli

 

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