Ischia vista e raccontata da Ischitani

Andromeda M31 galaxy

Dati:

I dati :
Luminanza 2 ore (10minuti subframe)
R G B  : 50minuti a canale (5 minuti subframe )
temperatura ccd -20 °
Strumentazione
Takahashi FSQ 106 N Fluorite
Sbig STL 11k ( CCD Termostatato )
Filtri Astronomik lrgb ha
Montatura equatoriale : Astrophysics 900 gto cp3
luogo di ripresa Ischia Porto
8 Commenti
  1. @ Gianni : certo che e’ importante 🙂
    @ Antonio : Grazie per l’apprezzamento .

  2. Giorgio@ .. vedi che è importante spiegare

    Antonio@ Grazie per il tuo intervento e complimenti per il tuo Blog corredato da belle immagini.
    Ti invito a collaborare con noi se vuoi come Autore, postando foto o con articoli.

    Giovanni

  3. Meravigliosa foto!
    Dopo aver letto l’accurata descrizione ho rivalutato l’idea di “fotografia astronimica”, in giro per internet avevo letto dei documenti dove in poche parole prendevano il corpo macchina e tramite un apposito anello la agganciavano ad un telescopio che ruotava per compensare il movimento terrestre, scattavano in lunga esposizione e basta! 😀
    Complimenti per le conoscenze e per il risultato finale!

  4. Ciao Gianni
    Gli scatti “grezzi” arrivano dalla camera CCD ,tramite cavo di rete , al computer .
    Una volta raccolti tutti i dati della sessione fotografica ,le foto del canale L , le foto dei canali R , G , B , questi vengono elaborati tramite software specifici , Maxim DL su tutti e Photoshop per i ritocchi finali.
    Perche’ parlo di dati grezzi :
    per ogni canale ripreso bisogna riprendere una ulteriore serie di scatti chiamati dark frames e flat frames .
    I dark frames sono una serie di di scatti fatti alla stessa temperatura e tempo di ripresa dei precedenti scatti L , R , G , B
    eseguiti al buio (ottica coperta dal tappo copriottica )
    Il dark frame ottenuto andra’ sottratto alle foto grezze L,R,G,B ed eliminera’ residui di rumore di fondo ed otterremo una serie di foto virtualmente pulite.
    I flat frames al contrario servono a uniformare la vignettattura intrinseca dell’ ottica di ripresa .
    Si usa un pannello uniformemente illuminato e lo si pone vicino alla lente frontale del telescopio e si riprendono tot scatti ,sempre alla stessa temperatura , per ogni canale L , R , G , B ; ottenuti i flat li andremo a sottrarre alle foto grezze L,R,G,B .
    Una volta ripuliti i grezzi L,R,G,B passiamo alla compositazione dei canali di luminanza e crominanza (L,R,G,B )
    ed otterremo una foto finale ripulita e uniformemente illuminata ( senza vignettatura ).
    Spero di non avervi riproposto un mal di testa 🙂

    a presto

    Giorgio Ospici

  5. Giorgio
    Complimenti per la spiegazione. Mai ho visto o usato un telescopio, ma ora ho capito alcune cose che ignoravo. La sovraesposizione dei canali di colore e luminanza, esposti separatamente e poi combinati ( immagino un processo automatico del telescopio, o in postproduzione ? ). Si accostano un po al lavoro che faccio alla presenza di esposizioni discrepanti in una stesa foto. Con Photoshop uso i livelli per correggere le forti differenze espositive.
    Mi incuriosisce e affascina il canale (L) del Bianco Nero che da il dettaglio. Mi fa pensare alla purezza della Fotografia che nasce dal B&N.

    Grazie della lezione

  6. Ciao Gianni e Giorgio
    Grazie per i vostri apprezzamenti , fanno sempre piacere.
    Spieghiamo i dati di scatto e la strumentazione usata nella foto in oggetto.
    Nella fotografia astronomica i sensori ccd riprendono in bianco e nero e i sensori sono generalmente progettati e fabbricati dalla Kodak .
    La loro efficienza quantica ( la capacita’ di immagazinare fotoni ) e’ molto elevata , molto di piu’ dei normali sensori ccd , cmos che equipaggiano la maggior parte delle reflex digitali oggi in commercio.
    Riprendendo in bianco e nero bisogna anteporre dei filtri L, R,G,B sul sensore : il filtro Clear ( L ) viene usato per la Luminanza cioe’ la ripresa in bianco e nero che da la maggior parte del dettaglio alla fotografia in questione.
    Il filtro R per il canale rosso
    Il filtro G per il canale verde
    Il filtro B per il canale blu
    Dalla compositazione dei 4 canali L,R,G,B , in fase di post produzione , si ottiene la foto a colori .
    Ogni ripresa ha un tot di subframe per canale
    esempio : per la fotografia di Andromeda M 31 ho eseguito 5 minuti di esposizione a posa per 10 pose per canale R ,G , B
    quindi 10 pose da 5 minuti per il canale rosso ( R ) ,10 pose da 5 minuti per il canale verde ( G ) ,10 pose da 5 minuti per il canale blu ( B )
    Mentre per il canale ( L ) luminanza , il piu’ importante in termini di ripresa e qualita’ del risultato finale ,ho eseguito 12 pose da 10 minuti .
    Quindi 2 ore di esposizione per la luminanza e due ore e mezza di esposizione per l’ R , G , B , in totale 4 ore e mezza di tempi di posa.
    Non finisce qui 🙂
    L’ ottica di ripresa e’ un telescopio di focale 506 mm f 5 ,con 2 lenti in fluorite di calcio minerale e due lenti in vetro super ED , lo schema ottico del quadrupletto e’ definito Petzval dal nome dell’ inventore del suddetto schema ottico .
    Il tutto e’ gestito da una montatura equatoriale che in parole povere insegue il moto apparente delle stelle .
    Il ccd di ripresa e’ un sensore full frame termostatato , in pratica una cella di Peltier e’ posizionata sul retro del sensore con lo scopo di raffreddarlo ( generalmente si usano temperature di ripresa dai -15° a -25° ) in modo tale che il rumore (noise) generato dal calore del ccd venga contenuto entro un range accettabile .
    Spero di aver spiegato il tutto senza farvi venire il mal di testa 🙂
    A presto
    Giorgio Ospici

  7. Spettacolo allo stato puro… ho solo da imparare, anzi, mi piacerebbe capire come si fa…!!!!
    Davvero complimenti Giorgio!!

  8. Ciao Giorgio
    Veramente stupenda , sembra di essere nello spazio. Cromaticamente affascinante in particolare per il blu, sembra emergere dall’interno della massa Stellare.
    Tecnicamente non avrei idea come leggere i dati, posso intuire che l’esposizione e di (2 ore + 10 Min)?
    il subframe ( e una porzione espositiva ) ?
    Bello sapere che abbiamo ad Ischia anche un’autorevole esperto di Astrofotografia.
    Grazie Giorgio, per il tuo direi , “Speciale” contributo.

    Ciao

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