Ischia vista e raccontata da Ischitani

Pourquoi pas – Ischia Fotografia – Flux Laboratory Ginevra

 

Foto di Salvatore Basile

 

 Il mio copia incolla della mail a salvatore Basile, spiega tutto – Gianni Mattera

non mi menare, non ti arrabbiare, non mi uccidere ehehehehehehe sono convinto e credo nella tua intelligenza fotografica oltre che quella umana. Appena ho aperto il tuo meraviglioso file , le mie dita iniziavano a fremere, mi pungevano, quasi saltavano e non riuscivo a fermarle ;) sfuggivano al controllo verso il tuo file
mi sono permesso di reinterpretare la tua meravigliosa opera, una mia personale Visione del tuo pensiero fotografico. Spero che non ti arrabbi, la presento insieme alla tua “originale ” sul blog. Chiaramente con tutti i dovuti riferimenti. Spero non ti dia fastidio. La motivazione è semplice, la trovo stupenda. Vuoi sapere dove cade il mio ” Punctum ” ????? i piedi della modella, le ombre dei muscoli dei polpacci,  le dita dei piedi, che creano un contrasto fulminante con la sua femminilità. Complimenti sinceri. Bellissima
Gianni

ps: non sono riuscito a ridimensionare l’over sulle alte luci dei veli, ma immagino siano voluti per enfatizzare i “flussi”

Questa è la mia personale reinterpretazione della foto di Salvatore Basile

che mi ha gentilmente concesso di modificarla. Assensi di un spirito nobile, capace e sicuro. Grazie Salvatore

Gianni Mattera

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Foto di Salvatore Basile - rielaborazione di Giovanni Mattera

Ho deciso di pubblicare la serie completa del lavoro di Salvatore Basile

in quanto il suo lavoro da me reinterpretato, è frutto di un contesto e una congettura fotografica più ampia. Da sola non sarebbe apprezzata come merita. Pubblicando la serie completa, la singola foto acquista la sua naturale preziosità.

Salvatore mi diceva che la performance è durata circa 10 minuti, e tutte le immagini sono praticamente come mamma Raw l’ha fatte, in quanto ha dovuto consegnare i file la mattina dopo di buon ora. La Danza eseguita nella splendida cornice del Castello Aragonese, corredata dalle sculture di Daniele Papuli, gli interpreti e Modelli sono,  Mohamed Toukabri and Alessia Hahaa.

 “Pourquoi pas”

Ischia
sculptor: Daniele Papuli
performers: Mohamed Toukabri and Alessia Hahaa
choreographer: Mirela Kolo in collaboration with the performers.
photographer: Salvatore Basile
Luogo di scatto – Castello Aragonese Ischia : Daniele Papuli Scultografie e Performance di danza Pourquoi Pas di Flux Laboratory di Ginevra.
3 Commenti
  1. Ok maestro Mattera… mi inchino a questa disamina.
    p.s. Io non sono un professionista.

  2. Caro Salvatore.
    Innanzitutto grazie ancora per avermi concesso di pubblicare le tue foto e lasciarmi sbizzarrire su di una tua opera. Concessioni che solo chi è sicuro di se stesso può dare.
    Mi devo scusare sia con te che con chi legge, in quanto ho visto la tua foto sul profilo di facebook e mi ha intrigato talmente tanto che stupidamente non sono andato a vedere la serie. Quindi la mia interpretazione nasce dal singolo frame. Detto questo ti confesso che mi piace talmente tanto che anche se avessi visto la tua ” stupenda ” serie fotografica avrei fatto la stessa reinterpretazione al tuo lavoro. MI piace molto, veramente tanto 🙂
    Le posizioni del fotoamatore e del Professionista viaggiano su 2 binari diversi. Palese è che noi fotoamatori interpretiamo le nostre intenzioni fotografiche in maniera diretta, non vi è nessun passaggio interpretativo tra il ” Mio volere fotografico ” e la ” materiale realizzazione dello scatto” è l’unisono interpretativo. Invece cosa molto ma molto più complessa e difficile, e quella di voi professionisti. Costretti ad entrare nelle altrui menti e intenzioni ( quelle di coloro che vi hanno commissionato il lavoro e pagano = clienti ) e carpire intuire le immagini che desiderano vedere, la filosofia di una serie di scatti. Tutto questo implica una difficoltà e un sacrificio immenso da parte vostra. Lo capisco in quanto una sola volta sono stato commissionato per un lavoro fotografico. Quindi non deve esserci nessuna giustificazione ma neanche nessun chiarimento, è un dato di fatto e “dovrebbe”essere una nozione scontata per chi legge.
    Tornando alla tua bellissima foto forse non mi sono spiegato bene. Proprio questo contrasto che si crea tra la femminilità travolgente della danzatrice e il suo piede ( in particolare ) è stupendo. Il piede sembra quello di un forzuto di antichi tempi, rude e potente, in quel piede si vede un’energia talmente forte e straripante che la Femminilità tende alla Mascolinità pur di sorreggere e migliorare la sua passione , la Danza. Infatti il piede della danzatrice è un piede da Maschio, divenuto tale non solo per motivi genetici personali, ma sopratutto per la sua continua ricerca di perfezione nella danza e di intensa attività per essere sui massimi livelli, tanto che il piede si trasforma.
    Il piede a mio avviso è il ” punctum ” del frame, che inevitabilmente e inconsciamente cattura l’attenzione dello spettatore. Questa struggente contrapposizione e fantastica, a mio modesto parere. Sembra quasi la conferma Divina, che il Maschio e la Femmina si completano e sono uno dentro l’altro dalla creazione terrena. Uno scatto di una potenza straordinaria.
    Non so chi poteva far di meglio nelle tue stese condizioni di scatto, io di certo no. Complimenti !!
    Grazie ancora del tuo bellissimo contributo per Ischia

  3. Caro Gianni, da premettere che puoi tutto, anzi fa piacere vedere un altro fotografo all’opera su di una tua fotografia.
    Tutte le immagini che hai inserito relative al mio lavoro per la Flux nascono come un racconto e qui sul blog non sono nell’ordine giusto, ma questa è solo un info per coloro che hanno piacere a vedere la giusta sequenza, possono farlo sulla mia bacheca di Fb.
    Come sai il lavoro nasce a colori per esigenze di editoria ed anche perchè da richiesta ( non ti nascondo che avevo pensato al B/N ).
    Per quanto riguarda il tuo pensiero sull’immagine specifica…. non mi trovi molto d’accordo ( dici : i piedi della modella, le ombre dei muscoli dei polpacci,  le dita dei piedi, che creano un contrasto fulminante con la sua femminilità). E’ quello che io volevo. I ballerini, (in questo caso Alessia) esprimono eleganza e femminilità e quindi istintivamente cercavo qualcosa che andasse in disaccordo con tanta eleganza, ( non mi riferisco ai polpacci, lì hai ragione, ma i piedi dellla ballerina raccontano storie) e dico istintivamente poiché in dieci minuti non ti puoi programmare assolutamente nulla se non portare a casa le immagini ed anche perchè io lavoro d’istinto.Quando parliamo di ombre è vero ciò che dici anche se a me non disturbano tantissimo, ma altro non potevo fare, l’illuminazione della chiesa era povera, molto povera e io mi trovavo in alto ad una distanza a volte di oltre 30mt. da loro (Canon 70-200) dove il flash ha fatto ciò che ha potuto (quasi niente) e quindi alti iso. Impossibilitato a qualsiasi controllo post-produzione visto i tempi.
    In ultimo come hai già detto le alte luci sui moduli sono volute.
    Grazie per l’ospitalità.
    Baci e abbracci a tutti i fotografi del blog.
    Bella comunque la tua interpretazione in B/N.

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