Ischia vista e raccontata da Ischitani

Buon pranzo!!!

Linguine, orata e scarola

per 4 persone:

300 g di linguine

1 orata di ca. 500 gr già eviscerata (oppure due piccole)

1 cespo di scarola

1 manciata di olive di Gaeta

1 manciata di pinoli tostati

1 manciata di capperi sotto sale (sciacquati)

2 filetti d’acciuga sott’olio

olio extravergine d’oliva

1/2 limone

2 spicchi d’aglio

un pezzetto di peperoncino

sale e pepe

In una tazzina da caffè, preparate un’emulsione con olio extravergine d’oliva, il succo del mezzo limone, sale, pepe ed uno spicchio d’aglio: coprite e mettete da parte. Cuocete l’orata nell’apposito cestello per cotture a vapore (se non ne avete uno, avvolgetela in un foglio di carta argentata e cuocetela in forno, a 200 gradi, per circa 35 minuti). Intanto, pulite la scarola eliminando le foglie esterne e le parti più dure: lavare tutto il resto sotto abbondante acqua corrente e, senza sgrondarla, versatela in un tegame con un soffritto di aglio, olio e peperoncino. Lasciate insaporire per un minuto, eliminate aglio e peperoncino, coprite e lasciate cuocere a fiamma dolce (la scarola dovrà risultare morbida, ma non sfatta). Unite, quindi, le olive denocciolate, i capperi, i pinoli ed i filetti d’acciuga spezzettati. Salate con molta moderazione e lasciate insaporire bene il tutto. Recuperate l’orata, eliminate la pelle, sfilettatela, recuperatene solo la polpa e riducetela a tranci grossolani: conditela con l’emusione messa da parte. Cuocete le linguine in abbondante acqua salata, scolatele al dente, versatele nella padella con la scarola, unite anche l’orata e saltate velocemente per amalgamare bene il tutto, unendo anche poca acqua di cottura della pasta ed un filo d’olio. Addensate con cura e servite immediatamente.

3 Commenti
  1. facciamoci del male..:(((

  2. Non si possono vedere queste cose sul blog… non riesco a concentrarmi su contrasto, nitidezza, livelli, ombre, luci, ecc ecc…

  3. Nadia mmmmmmmmmm
    a questa ora mi fai già venir fame 😉
    Mi piace molto.
    Ottima idea, per Natale.
    Grazie Chef

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