Ischia vista e raccontata da Ischitani

Foto Ischia – Il Muro

Foto di Giovanni Mattera

Castello Aragonese – Ischia Ponte Dicembre 2010

un altro scatto della sciroccata del 23 dicembre

Canon EOS 7D – Canon 17 40mm L usm – 27mm – sec 1/200 – F/5.6 – Iso 200

8 Commenti
  1. L’onda forse falsa il senso di profondità, coprendo la distanza, creando una sorta di falso appiattimento, quasi un legante tra le barche e il castello.

  2. Si Gianni hai ragione i tele vanno dai 70 mm in su. eppure dalla compressione che vedo ero sicuro che si trattava di un tele!!!

  3. @Gino Ciao
    al mio vedere Paola ha ragione, di sicuro se rispettavo la regola dei terzi, sui due blocchi castello barche, la foto avrebbe avuto più slancio e dinamicità. Ma non penso che i 27mm con cui ho scattato abbiano influito sull’armonia. La profondità nel frame la vedo, prospetticamente si nota bene la distanza dal primo piano al castello, non vedo che il 27mm abbia falsato la prospettiva. Lo chiedo, perchè al mio occhio sembra sufficiente, in profondità.

    Grazie ancora per la tua riga “avrebbero contribuito a rendere unico lo scatto”

    Gino ma i teleobiettivi non partono da 50 70 mm in su ???
    dammi conferma l’ultima lettura fotografica risale a 6 anni fa 🙂

  4. @ Paola
    Non è un bene centrare l’orizzonte , in questo caso è la linea che divide il castello dalle barche, è vero. La fotografia nasce dalle basi delle regole compositive dell’antica pittura, e dal disegno, siamo noi fotografi ad avere attinto a tali superbe tecniche. Quindi da disegnatrice sei al pari se no di più di un fotografo, e puoi tranquillamente dire la tua in merito alle tecniche. Anzi ne sono felice.
    La regola dei terzi in questo caso non l’ho rispettata, per alcuni motivi:

    mi sono concentrato sull’onda, ho cercato di renderla prima donna della composizione. Lo so che da sola già lo è, ma ho voluto esasperare la mia intenzione, in quanto in quei 15 minuti di scatti è stata l’unica onda che ha quasi combaciato con tutto il Castello Aragonese.

    ho voluto dare ordine al caos geometrico e lineare delle barche, se noti la barca in primo piano è presa per intero, e parte da sinistra in basso verso destra leggermente in alto, così che l’occhio inconsciamente da un segnale di ordine e di armonia alla mente che decide la piacevolezza.. Oltre a dare una leggera spinta e continuità alla guida dell’occhio verso la parte alta del frame.

    Da quella posizione ero obbligato ad includere questa barca e inevitabilmente a comporre così come vedi, in maniera simmetrica.. Ho fatto prove diverse, anzi ho scatti diversi, ma molti elementi di disturbo, tipo piante una struttura in cemento che è più a sinistra, e le inevitabili mancate linearità con le barche, mi hanno portato a questo risultato. Purtroppo l’intenzione di includere l’onda nel corpo del Catello Aragonese, non mi permetteva di spostarmi oltre. Sul luogo si capirebbe meglio, il perché della mia scelta.

    Paola grazie infinite della tua stima e ammirazione, ne sono profondamente onorato.

    Le critiche costruttive come la tua sono una ricchezza. in questi 6 anni di fotografia ne ho ricevute molte di critiche serie e motivate, infatti ogni volta che vado a fare una serie di scatti, ho molti occhi in più che mi aiutano a fotografare, una grande ricchezza fotografica 😉 visto che le critiche giuste non le dimentico.
    Grazie ancora

    Ps: invidio profondamente la tua maniera di esprimerti con la scrittura 🙂

    @ Angelo e Gino
    Grazie mille 🙂

  5. Argute, precise e puntuali osservazioni Paola, quelle barche in primo piano e l’uso del teleobiettivo danno una compressione prospettica che non giova all’immagine di per sè bella. Appare piatta e priva di slancio, forse le correzioni che suggerisci avrebbero contribuito a rendere unico lo scatto.

  6. Adoro e sottolineo adoro il bianco e nero nelle foto con queste condizioni meteorologiche!! Bella!!

  7. La foto è bellissima. Non c’è dubbio. Gianni come fotografo è nel mio cuore.
    Molto particolare la ripresa dei due blocchi centrali statici delle barche e del castello contrapposti ai due blocchi mobili delle nuvole e del mare.
    Tuttavia mi sento umilmente di notare (è una considerazione che trasporto dal mondo del disegno, visto che io non sono fotografa ma disegnatrice) che proprio tra i due blocchi, come dire, non naturali, cioè il castello e l’insieme di barche esista un’esatta proporzione. Non è un bene (ripeto, almeno nel disegno). Infatti i due blocchi sono perfettamente simmetrici nella loro massa fisica a discapito di una certa snellezza e maggiore moblilità nello scatto nella sua complessità. Forse (ma è solo un’idea) avrei provato a “stringere” l’immagine sulle barche e “allargarla” sul castello. Una specie di imbuto la cui imboccatura è rappresentata da una sola porzione delle barche a terra (immagine che si stringe) e l’apertura conica tutta sul castello (immagine che si apre), dando così più aria e sfogo prospettico all’immagine. (anche con l’utilizzo di un grandangolo… perchè no?) Oppure provare a fermare lo scatto dal basso verso l’alto. (forse stanno sdraiati?) in modo da”creare” un effetto a piramide con prospettiva verso l’altro, verso il castello e il cielo e “appiattire” completamente le barche in basso…
    Chissà, magari dico un mucchio di fesserie… ripeto non sono fotografa se non alle primissime armi, però, tu, Gianni sei così curioso di sperimentare e sfruttare la tua tecnica che magari un pensierino lo farai! 😉

    Detto questo, rinnovo la mia stima e l’ammirazione per Gianni e tutti i fotografi che riempiono questo spazio di creatività, di lavoro e studio sull’immagine per offrircene spunti sempre nuovi e meravigliosi su Ischia e non solo…

    Paola

  8. Mi piace molto il cielo …la sagoma dell’isola sulla sinistra…e la spuma del mare arrabbiato che sbatte contro la protezione….le barche davanti danno continuita’ alla dinamica della scena….E’ tra le mie zone di ripresa preferite

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